|
|
|
Il Santuario fu affidato agli amaediti che allontanatisi dal loro primitivo fervore, furono nel 1568 incorporati ai frati minori mentre il santuario passò ai riformati della provincia romana, che nel 1602 vi tennero il primo capitolo custodiale, indipendente dagli osservanti. Nel 1662 fu eretto a luogo di ritiro e nel 1669 fu eretto in noviziato. I francescani, con le loro virtù, procurarono decoro al santuario tanto che le genti il due agosto "festa del perdono di Assisi" vi fissarono spontaneamente, tra la fine del XVII e l'inizio del XVIIII secolo, la fiera omonima. Essa si svolgeva nel vasto prato antistante la chiesa, si effettuavano contrattazioni di merci e bestiame, fu il riferimento socio - economico della bassa Sabina fino agli anni sessanta. Una serie di sventure si abbatté sul santuario prima della riapertura al culto nel 1891 ad opera del P. Giovanni da Contrada : soppressione nel 1810 e nel 1860, terremoto distruttivo nel 1826, due audaci rapine nel 1872 e nel 1885, il saccheggio garibaldino nel 1867.
TESTO TRATTO DAL LIBRO "SCANDRIGLIA" DI UMBERTO MASSIMIANI
|