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Il luogo, preparato quasi dalla natura ai silenzi della vita cenobitica, e già reso sacro dalla presenza di una cappella assai antica dedicata alla SS. Trinità con accanto un romitorio, apparteneva alla famiglia nobile degli Orsini. Fu infatti Raimondo Orsini, duca di Gravina e conte di Nerola, a costruirvi la chiesa con il convento per i religiosi francescani Amadeiti, in segno della grande stima e riconoscenza verso il loro fondatore il beato Amadeo Menezes de Sylva. Questi accettò quella munifica donazione previa licenza del Papa Sisto IV, con il Breve: "Pia et Ecclesiae desideria", in data 20 giugno 1478. |